• Titolo originale: Parole Povere
  • Regia: Francesca Archibugi
  • Cast: Pierluigi Cappello
  • Sceneggiatura: Francesca Archibugi
  • Fotografia: Debora Vrizzi
  • Montaggio: Esmeralda Calabria
  • Colonna sonora: Battista Lena
  • Produttore: Dorino Minigutti, Thomas Bertacche
  • Anno: 2013
  • Paese: Italia
  • Durata: 55'
  • Specifiche tecniche dvd:

    Video: 16/9 2.35:1
    Audio: Dolby Digital 2.0 Italiano/ Dolby Digital 5.1 Italiano
    Sottotitoli: Italiano per non udenti/ Inglese
     

  • Contenuti speciali dvd:

    Contiene lo spettacolo teatrale inedito Le radici nell’aria (Mittelfest 16 Luglio 2012); Trailer;  Galleria fotografica.
    Booklet di testi e foto inedite a cura di Gian Mario Villalta (Ritratto di Pierluigi Cappello di Eraldo Affinati; Il profumo della libertà di Francesca Archibugi; Un dialogo di suoni di Battista Lena; Luce Imperfetta di Alberto Garlini; Il resto è rumore di Gian Mario Villalta; Ombre, Poesia scritta con la matita, Parole povere, Mattino, L’autostrada, Nel mese di maggio, La luce toccata, Risveglio, Luglio, domenica, Piove, di Pierluigi Cappello).
     

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Parole Povere

Pierluigi Cappello è il più europeo dei poeti friulani. La poesia, per lui, è strappare al silenzio parole desuete, non consumate dall’uso, cariche di suggestioni, quasi enigmatiche. 
Carlo Sgorlon

Prima di essere un documentario, Parole povere è un incontro. È la dolce collisione tra gli occhi di una regista e le parole, tutt’altro che povere, di un poeta. Lei, Francesca Archibugi, offre il suo sguardo, costruisce l’ascolto, lui, Pierluigi Cappello, offre la sua identità sorridente, restituisce la complessa naturalezza di chi è nato «al di qua di questi fogli». Vita e creazione letteraria: quali distanze alimentano il rapporto? E di quali vicinanze, invece, si nutre? La telecamera cerca risposte facendo sempre un passo indietro, con affettuoso pudore, e documenta la verità, la realtà, senza mai ricorrere a sovrastrutture intellettuali o cinematografiche. Il montaggio racconta, non estetizza, la musica di Battista Lena diventa scansione narrativa, non arreda i silenzi, e la piccola storia di Pierluigi, che è necessariamente anche la grande storia di una terra e di un popolo, scorre sullo schermo così come scorre nella quotidianità. Le radici friulane e le testimonianze divertite degli amici. I luoghi e i ricordi. L’ombra scura del 1976 e il profilo verde delle montagne. La sedia a rotelle che spezza la libertà di un sedicenne e disegna, millimetro dopo millimetro, la libertà di un uomo. Di un poeta. Di un guerriero mite e gentile che abita «fra l’ultima parola detta e la prima nuova da dire».

Recensioni

La poesia, quella vera, non ha per nulla funzioni consolatorie, né mira a placare rimorsi, anzi, forse tutt’altro. L’opera di Pierluigi ne è la dimostrazione. 
Amedeo Giacomini

Pierluigi Cappello trova una collocazione importante tra quei pochi che oggi con la poesia, provati da mille difficoltà, cercano una voce vera per parlare della realtà con disincanto e della vita con emozione.
Gian Mario Villalta