TIR Corridoio 5

(In progetto)

Est/Ovest. L’Europa vista da un luogo di lavoro: la cabina di camion.
Storie di donne e uomini che lasciano il loro Paese per andare a guadagnarsi da vivere on the road.
Lungo una linea, il Corridoio V.
I protagonisti di questo roadmovie saranno i continui territori che si susseguono senza soluzione di continuità. Flussi di coscienza che si fanno racconto per scoprire e capire la geografia umana di un continente che ha deciso di ridefinire la propria identità. I nostri occhi saranno quelli di chi conduce i Transports Internationaux Routiers (TIR). Al volante dei loro autotreni per lunghe ore i conducenti ci guideranno attraverso un’Europa che cambia, che si trasforma tra problemi o orgogli territoriali.
La cabina di un camion è una piccola casa con tutti i comfort. Un luogo dove il contrasto tra il dentro e il fuori cresce con l’aumentare della distanza percorsa dal proprio paese. La nostalgia di casa, l’entusiasmo per una seconda vita, l'avventura che ogni viaggio incarna, rappresentano una metafora per raccontare la nuova Europa. Quali sono le nuove frontiere del “continente” europeo?
L’arteria trans-europea che collega Kiev a Lisbona (passando attraverso Ungheria, Bosnia, Slovacchia, Slovenia, Italia, Francia e Spagna), segue il viaggio quotidiano che compie il sole dalla mattina alla sera, illuminando un’Europa che non è più divisa da linee, check point o frontiere. È un'arteria che unifica genti e paesaggi diversi, un luogo di movimento per riflettere un continente in evoluzione. Qui vive una strana tribù di nomadi moderni: i camionisti, metafora di una comunità europea in cui le scelte di vita individuali (spesso difficili, estreme, al limite della sopravvivenza) rivelano in modo drammatico le contraddizioni intrinseche ad una società di consumo di cui questa tribù costituisce l'asse distributivo fondamentale.

Il regista

Alberto Fasulo è nato nel 1976. Il suo percorso formativo inizia con lo studio di grandi maestri del cinema documentario internazionale. Studente di filosofia alla Ca’Foscari di Venezia, lascia gli studi appena gli si propone la possibilità di lavorare nel cinema. Nel 2001 è assistente alla regia di Alessandro Rossetto in Chiusura. Da quella prima esperienza si trasferisce a Roma con la passione per il documentario e intraprende una formazione sul campo a 360°. Inizia come fonico di presa diretta per svariati documentari diretti dai più noti documentaristi italiani, fra cui Rossetto, Pannone, Comencini, Coppola. Fotografa per più di un anno l’orchestra di Piazza Vittorio con A. Ferrente. Aiuto operatore accanto al pluripremiato direttore della fotografia Luca Bigazzi in Mobbing di F. Comencini, secondo operatore nel cortometraggio Anna vive a Marghera sempre di F. Comencini. Produce A filo d’acqua di G. E. Bianchi oltre ad un suo piccolo documentario, Cos’è che cambia, sul suo paese d’origine. Nel 2008 esordisce nel cinema documentario come regista di Rumore bianco, un film definito “poetico e concreto”.