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Manuel di Dario Albertini

Esce il 7 marzo nei cinema francesi il primo lungometraggio di Dario Albertini. Arriverà in Italia il 3 maggio, distribuito dalla friulana Tucker Film.

Un racconto di formazione asciutto e pudico interpretato dal giovanissimo Andrea Lattanzi con Francesca Antonelli.
Una frase, in apparenza una frase come tante, fotografa nitidamente il senso del film: «Che c’entra la speranza con i fatti?». È proprio lì, nel  cortocircuito tra fatti e speranza, che abita il diciottenne Manuel. Ed è proprio il suo nome a dare il titolo al primo lungometraggio del documentarista Dario Albertini, in uscita oggi (7 marzo) nei cinema francesi.
Coprodotto dalla BiBi film di Angelo e Matilde Barbagallo con Timvision, e presentato all’ultimo Festival di Venezia (sezione Cinema nel giardino), Manuel sarà distribuito in Italia dalla friulana Tucker Film a partire dal 3 maggio. Il cast vede brillare il giovanissimo Andrea Lattanzi e, tra gli altri, la sempre ottima Francesca Antonelli. 
«Ho strappato i personaggi dalla realtà – spiega Albertini – e li ho portati dentro lo schermo, per raccontare la storia di un ragazzo di borgata appena uscito da una casa-famiglia. Manuel è una specie di gigante buono che si trova catapultato in una realtà sconosciuta ed è chiamato a fare scelte più grandi di lui. Non gli è neanche concesso il tempo di realizzare che non è più protetto in una bolla ma che si trova fuori, nel mondo vero. Durante le riprese ho lasciato molto spazio all’improvvisazione, cercando il momento unico: ciò che accade magicamente in quel preciso istante, tra finzione e realtà».
Sequel ideale della Repubblica dei ragazzi, Manuel è un racconto di formazione asciutto e pudico, attentissimo a scansare le trappole dell’emotività e dedicato a tutti i Manuel di tutte le periferie: quelli che, nella vita, «devono fa’ er doppio della fatica», se non «er triplo».
Conclude, infatti, il regista: «Manuel nasce dopo la mia esperienza dentro la Repubblica dei Ragazzi, una grande casa-famiglia. Ci ho vissuto per due anni e questo tempo mi ha permesso di realizzare il documentario omonimo, raccontando la storia della struttura e l’accoglienza che offre a giovani privi di sostegno famigliare. Con Manuel, invece, racconto l’uscita. L’uscita è una fase molto delicata. Cosa succede quando questi ragazzi sono obbligati, vista la maggiore età, a lasciare la piccola comunità che li ha fatti crescere?».

[07/03/2018]

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