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THE SPECIAL NEED - Preceduto da due anteprime esclusive, il film raggiungerà le migliori sale martedì 2 aprile, in Occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo

Dopo Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto e TIR di Alberto Fasulo, la Tucker Film scommette sull’opera prima del regista udinese Carlo Zoratti: un insolito e divertente road movie, The Special Need, che esplora con allegria e leggerezza il binomio sesso-disabilità. Una leggerezza densa, a tratti poetica, dentro cui ognuno può riconoscere gli entusiasmi, i dubbi e le fragilità della vita quotidiana… Archiviati gli applausi al Festival di Locarno e le prime tre vittorie (Dok Leipzig, Trieste Film Festival, ZagrebDox), ora The Special Need si appresta a raggiungere le sale: la data è fissata per il 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, e l’uscita ufficiale sarà preceduta da un doppio evento esclusivo (l’anteprima streaming su MYmovieslive, il 24 marzo, e la diretta satellitare dall’Anteo spazioCinema di Milano, il 1° aprile, trasmessa in 70 sale). Enea ha trent’anni, un lavoro e un problema. Anzi: più che un problema, una necessità. Una necessità speciale: fare (finalmente) l’amore. Enea ha anche due amici, Carlo e Alex, decisi ad aiutarlo. A prenderlo sottobraccio con sorridente dolcezza. Se non è facile realizzare i propri sogni, non è certo facile realizzare quelli degli altri. E il sogno di Enea, impigliato nella rete dell’autismo, richiede una manutenzione delicatissima. Basteranno un piccolo viaggio in furgone e una grande complicità tutta maschile per creare le giuste condizioni? Specchiarsi dentro l’umanità di Enea Gabino non significa, ovviamente, “capire” Enea Gabino. E non significa neppure poter immaginare la sua storia, il suo percorso buio e complicato. Carlo Zoratti ha deciso di non trasformare The Special Need in un’opera didattica e didascalica, ha scelto di puntare lo zoom sull’Enea adulto, tagliando fuori il resto: biografia, episodi-chiave, traiettorie mediche. Ecco perché, al netto del tema tabù, il film è inevitabilmente destinato a suscitare discussioni (più o meno pacate, più o meno ragionevoli). Ecco perché l’immagine di Enea, sebbene dolorosamente autentica, rischia di confondere gli sguardi “esterni”: per 84 minuti ci si confronta con un giovane uomo spiritoso e vivace, senz’altro lontano dall’iconografia cui ci hanno abituato il cinema e la letteratura. «Io ed Enea – racconta Zoratti – ci conosciamo da quando abbiamo quindici anni. Abbiamo deciso di fare questo documentario quattro anni fa, in piedi davanti alla fermata dell’autobus 11 a Udine. Quel giorno gli ho chiesto se aveva la ragazza: io ne avevo conosciute molte, perché lui no? Nel 2012, quando sono iniziate le riprese, non sapevamo dove sarebbe arrivata la nostra storia, quale sarebbe stata la strada. Ogni giorno Enea cambiava traiettoria e io dovevo seguirlo, accettando che fosse lui a guidarmi…». The Special Need, ricordiamo, è prodotto da Videomante e Detailfilm, in coproduzione con ZDF e con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e di Rai 3.

 

Nato a Udine nel 1982, Carlo Zoratti si è laureato in Interaction Design all’università di Torino. Ha lavorato nel dipartimento Interactive di Fabrica (il centro di comunicazione di Benetton fondato da Oliviero Toscani) e poi come freelance in Olanda, Italia e Germania. Ha diretto diversi videoclip, ha partecipato alla fondazione della webtv Pronti Al Peggio e ha curato la direzione artistica del tour 2013 di Jovanotti.

[14/03/2014]

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