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IN UN FUTURO APRILE. IL GIOVANE PASOLINI arriva in sala il 2 novembre.

A 45 anni esatti dalla morte del poeta, la Tucker Film distribuisce in tutta Italia il documentario di Costabile e Savonitto con l’ultima intervista di Nico Naldini.
Martedì 27 ottobre, anteprima al Visionario di Udine.

Il 2 novembre 2020 non sarà un lunedì come tutti gli altri: sarà un giorno di memoria. Esattamente 45 anni fa, il 2 novembre 1975, all’idroscalo di Ostia è morto un poeta. E quel poeta, adesso, verrà celebrato anche da un documentario, al cinema con la Tucker Film proprio dal 2 novembre: stiamo parlando di In un futuro aprile. Il giovane Pasolini, firmato da Francesco Costabile e Federico Savonitto.   
Se Abel Ferrara, di Pasolini, ci aveva raccontato la fine, le ultime ore, Costabile e Savonitto ci raccontano l’inizio, cioè il Pasolini friulano. Il Pasolini dei temporali e delle primule. Il Pasolini dell’Academiuta. E assieme ai due registi ce lo racconta il cugino di PPP, Nico Naldini, qui nella sua ultima intervista («L'arrivo dei Pasolini a Casarsa all'inizio dell'estate, dopo un soggiorno al mare, era per me il momento più felice dell'anno. Andavo alla stazione a prenderli, ad accoglierli e poi li accompagnavo a casa»).
Durante gli anni Quaranta Pasolini scopre il paesaggio friulano, la lingua e le tradizioni del mondo contadino e sperimenta le prime avventure amorose con alcuni giovani del posto. Il contatto con questa realtà lo porta anche all’impegno politico nel Partito Comunista e all’esperienza dell’insegnamento scolastico. La vita di Pier Paolo scorre attraverso la voce di Nico, svelando due percorsi di vita inevitabilmente connessi. Entrambi, in quel momento, assorbono la violenza estetica ed erotica di un mondo sconosciuto, che si svela nella sua cruda realtà: un universo che influenzerà tutta la successiva opera pasoliniana…
«L’impianto registico – spiegano Costabile e Savonitto – cerca di ricostruire da un lato il racconto biografico dell’artista, attraverso i documenti e la testimonianza di Nico Naldini, dall’altro di rievocare la dimensione poetica dei suoi testi attraverso una partitura visiva – quasi musicale – che accompagna tutto il documentario. A questo proposito abbiamo adottato uno stile di regia piuttosto asciutto ed evocativo, per non cadere nel classico prodotto di ricostruzione storica da docu-fiction. Anzi il Friuli di oggi, il suo contrasto con il passato, è protagonista di questo lavoro, come a testimonianza di ciò che resta e di ciò che è andato irrimediabilmente perduto».
Prodotto da Altreforme in associazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Cinemazero, AAMOD, Kublai Film e con il sostegno di Fondo per l'Audiovisivo FVG, FVG Film Commission, Fondazione Friuli, In un futuro aprile. Il giovane Pasolini ha debuttato al Minsk International Film Festival “Listapad” ed è stato presentato al Biografilm Festival.

[12/10/2020]

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