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ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO - Miglior Opera Prima ai Globi D'oro 2014

La lunga primavera cinematografica friulana sembra davvero destinata a non esaurirsi: dopo i successi portati a casa, nell’arco degli ultimi mesi, da Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, TIR di Alberto Fasulo e The Special Need di Carlo Zoratti, è di nuovo la commedia cult di Oleotto a finire sotto i riflettori. Più precisamente, i riflettori dei Globi d’Oro, storico e autorevolissimo premio dell’Associazione Stampa Estera in Italia. Il piccolo grande Zoran, infatti, è stato incoronato miglior opera prima, superando – fra gli altri – La mafia uccide solo d’estate di Pif e anche un altro gioiellino made in Friuli, cioè il già citato e pluridecorato esordio di Zoratti (entrambi distribuiti in sala dalla Tucker Film). Con 100 mila spettatori, 50 festival e 12 riconoscimenti e all’attivo, tra cui la recentissima vittoria al Premio Verdone («ironia, gusto letterario, poesia» le tre parole chiave della motivazione), Zoran prosegue dunque il suo cammino. Un cammino – tanto allegro quanto tenace – che ha coinvolto e coinvolge un team artistico e tecnico perfettamente in equilibrio tra Slovenia e Friuli: dagli attori alle maestranze, dal produttore Igor Prinčič (Transmedia) alla coproduzione slovena (Staragara), fino alla Friuli Venezia Giulia Film Commission, il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e la Tucker Film. In molti si chiedono quale sia il segreto del successo di Zoran, la sua forza supplementare, e forse la risposta è più banale di quanto si creda. Accanto al valore cinematografico, infatti, va preso in considerazione anche un valore puramente affettivo: il clima che Zoran ha saputo – e sa – creare attorno a sé. Un film capace di attirare, appunto, altissime soglie d’attenzione, come hanno dimostrato la risposta della critica e del box office, la trasposizione in romanzo (edito da Bur Rizzoli), il massiccio passaparola digitale (Twitter, Facebook, blog, siti specializzati) e l’affettuoso endorsement dei colleghi di Oleotto, fra cui Checco Zalone e Rocco Papaleo.

[13/06/2014]

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