In Another Country – Tucker Film
Al cinema
In Another Country

Un’opera che è naturalmente portata al sogno.

Virgolette
- Cahiers du Cinéma -
Sinossi.

Una giovane donna scappa via dalla cittadina balneare di Mohang insieme alla madre a causa dei debiti che le opprimono. Per cercare di calmare i suoi nervi, comincia a scrivere un racconto con protagoniste tre donne straniere, tutte e tre di nome Anne. Le tre Anne, in tre differenti momenti nel tempo, visitano Mohang, alloggiano nello stesso posto ed esplorano i medesimi luoghi, conoscendo anche le stesse persone, compreso un misterioso bagnino che vaga irrequieto su e giù per la spiaggia vicina… Tre Isabelle Huppert. Tre passeggiate al faro. Tre variazioni sulla seduzione in spiaggia, collegate in un’infinità di sfumature e di risvolti.

  • Note di regia

    All’inizio non sapevo esattamente che tipo di film volevo realizzare. Tutte le scelte sono ancora una volta il risultato del caso, per me è una cosa molto importante. Al punto che si possono dare interpretazioni differenti. Niente è fissato. Il mio film può essere visto come più o meno comico, o più o meno tragico, in funzione del vostro stato d’animo del momento. Nella vita ho un’incresciosa tendenza a notare le similitudini e le differenze, le ripetizioni che ci succedono ogni giorno. Ne ho tratto una concezione che mi libera dall’obbligo di fare grandi interpretazioni o grandi narrazioni a messaggio. A causa della nostra educazione, siamo portati a vedere le cose, ciò che ci circonda, in modo lineare. Pensiamo in maniera cronologica, come si pensa la Storia. È una sorta di riflesso. Quello che è interessante, è ciò che rompe completamente questa propensione alla cronologia. Permette di liberarsi dallo sguardo sul mondo sempre identico e previsto.

  • Bio del regista
    Hong Saan-soo.

    Nato nel 1960, Hong Sang-soo ha studiato cinema alla Chung-Ang University e negli Stati Uniti. Dopo aver passato qualche mese a Parigi per studiare alla Cinémathèque Française, è rientrato in Corea, dove ha trovato lavoro nella Seoul Broadcasting Station. Nel 1996 esce il suo primo lungometraggio, The Day a Pig Fell Into the Well, che ottiene uno straordinario successo di critica in patria e all’estero e lo impone come uno dei più importanti registi coreani.
    Solo due anni dopo, il suo The Power of Kangwon Province, girato in bianco e nero, viene presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard e viene premiato con la Menzione Speciale della Giuria. Regolare frequentatore dei festival internazionali, Hong Sang-soo diventa uno dei registi coreani di spicco. L’ultimo suo film, Our Sunhi (2013), ha vinto il Pardo d’Oro per la Miglior Regia alla Sessantaseiesima Edizione del Festival di Locarno. Hong insegna sceneggiatura alla Korean National University of Arts e nel 2004 ha fondato la propria casa di produzione, Jeonwonsa.
    Molti suoi film ricordano, per l’esplorazione dell’alienazione urbana contemporanea, il lavoro dei registi taiwanesi Edward Yang e Tsai Ming-Liang, ma lo innervano di una lieve e ambigua ironia, per la quale è spesso stato accostato a due grandi maestri come Eric Rohmer e Luis Buñuel. Dal punto di vista tematico, Hong si è a lungo concentrato sulle relazioni umane, viste alla luce di una pervasiva solitudine, dell’impossibilità e della rassegnazione nel comunicare, della meccanicità dei rapporti (in particolar modo di quelli sessuali). Il suo lavoro ha un senso di giocosità che lo porta a condurre un’indagine penetrante della società contemporanea, con immagini che sono apparentemente prive di ogni calcolo intellettuale. Per fare un film Hong Sang-soo sceglie prima di tutto il luogo. Solo successivamente riempie la location prescelta con una storia e dei personaggi ispirati dal luogo stesso.


Locandina del film

Biografia

- dalla biografia del regista -
Hong Saan-soo.

Molti suoi film ricordano, per l’esplorazione dell’alienazione urbana contemporanea, il lavoro dei registi taiwanesi Edward Yang e Tsai Ming-Liang, ma lo innervano di una lieve e ambigua ironia, per la quale è spesso stato accostato a due grandi maestri come Eric Rohmer e Luis Buñuel.



Nella vita ho un’incresciosa tendenza a notare le similitudini e le differenze, le ripetizioni che ci succedono ogni giorno. Ne ho tratto una concezione che mi libera dall’obbligo di fare grandi interpretazioni o grandi narrazioni a messaggio.

Note di regia

- Hong Saan-soo -